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Zettel Presenta: Umberto Galimberti - Freud, Jung e la psicanalisi

Il 1900 è l’anno della morte di Nietzsche, filosofo destinato a scuotere il pensiero di un’intera epoca. Sigmund Freud, nello stesso anno pubblica L’interpretazione dei sogni, testo che segna, con le sue rivoluzionarie tesi, l’inizio della psicoanalisi.

Nato a Freiberg in Moravia nel 1856, Freud consegue la laurea in Medicina nel 1881, in seguito lavora presso una clinica psichiatrica, si sposta a Parigi e frequenta la scuola diretta dal famoso neurologo Jean-Martin Charcot. Il concetto più innovativo di Freud, la cui portata influenza tutto il pensiero filosofico successivo, è quello di “inconscio”.

Nonostante la tradizione romantica avesse già introdotto questo termine associandolo alla dimensione dell’irrazionale, Freud ne fornisce un’interpretazione originale, sostenendo la possibilità di rintracciare una certa regolarità e schematicità nel suo funzionamento.

La scoperta dell'”inconscio” è una delle principali rivelazioni del XX secolo, poiché, come scriverà Freud, porta a sapere di non essere più “padroni in casa propria”; un’altra realtà si apre all’interno dell’uomo e, fatto sorprendente, al suo interno si giocano le partite più importanti che determinano il comportamento umano.

In altri termini, l’individuo scopre che la sua esistenza non si decide all’interno della coscienza e della volontà, ma si articola ad un livello sotterraneo sul quale non ha totale controllo.

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