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Vincenzo Vitiello: cristianesimo senza redenzione. Aforismi

Vincenzo Vitiello, professore Teologia politica all’Università San Raffaele di Milano, osserva come il pensiero europeo, in tutti i momenti di crisi, si sia sempre interrogato sull’esperienza originaria del cristianesimo e sulle sue radici cristiane. Basti pensare ai grandi spiriti della Riforma come Lutero, Calvino, Müntzer, che si sono rifatti all`interpretazione paolina della parola di Gesù, inaugurale di quel cristianesimo storico che ha trovato il suo compimento nella filosofia della religione di Hegel. La contrapposizione che oggi si pone tra il messaggio di Cristo e l’interpretazione di rivelazione completa che ne da Paolo, corrisponde alla consapevolezza dell’età di crisi in cui viviamo. In questa luce si può parlare di cristianesimo senza redenzione. Paolo parla di un Dio che si rivela completamente nella croce, mentre dalle parole del Cristo che invitano a pregare di nascosto, a non mostrarsi, si evince che la Parola, il Verbo che è Dio, contemporaneamente non è Dio. All’interno della divinità c’è una separazione che impedisce la rivelazione completa, una scissione che impedisce il compimento della Rivelazione Offenbarung. Nella Rivelazione c`è un elemento, designato dall`espressione Deus absconditus, che rimane nascosto alla divinità stessa. La tragedia della morte può essere vista come una forma di conciliazione, mentre nell`esperienza della Croce non c`è riconciliazione. In questo senso Vitiello parla di un Cristianesimo senza Redenzione.

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