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Vassallo: che cos`è il libero arbitrio?

Nicla Vassallo definisce il libero arbitrio come la capacità - da parte di un soggetto razionale - di scegliere un'azione tra diverse alternative. In che modo tale capacità è connessa con una responsabilità di tipo etico? In che modo, cioè, si è responsabili delle proprie azioni? Per essere fino in fondo responsabili dobbiamo conoscere non solo quali sono le diverse alternative implicate nella scelta, ma dobbiamo anche essere consapevoli del concetto stesso di responsabilità e degli effetti che le nostre azioni potrebbero avere sugli altri individui. Il libero arbitrio, quindi, ha a che fare con le nostre capacità conoscitive.

Per alcuni, inoltre, non siamo realmente in grado di discernere ciò che è bene e ciò che è male. Questa affermazione potrebbe sganciare il libero arbitrio dalle istanze etiche. Nell'ambito dell'estetica, ad esempio, ci si potrebbe chiedere se l'artista crea liberamente o è in qualche modo condizionato dalla sua stessa arte.
Altri quesiti riguardanti il libero arbitrio riguardano le istanze sociali e/o bioetiche: sono libero di scegliere in che modo morire? Sono libero di amare chi voglio o sono in qualche modo condizionato dalla società e/o dalla biologia?

Il libero arbitrio non necessariamente coincide con la libertà di scelta, perché la seconda può essere pesantemente determinata dalle possibilità contenute nel contesto sociale, storico o naturale. Il determinismo - o meglio: i determinismi - afferma che il nostro libero arbitrio è totalmente condizionato da istanze fisiche, psicologiche o biologiche. A creare un ponte tra determinismo e libero arbitrio è il "compatibilismo". In ambito scientifico, ad esempio, si è tentato di liberarsi da un determinismo troppo stretto e di accordare la meccanica quantistica con il libero arbitrio, insistendo sulla nozione di probabilità. Tale posizione, però, non è totalmente corretta.

Infine Nicla Vassallo riflette sui collegamenti tra libero arbitrio e libertà di credere: siamo liberi di credere ciò che vogliamo? Dal punto di vista conoscitivo sicuramente no, perfino in presenza del libero arbitrio. Se mi siedo davanti a un computer posso "immaginare" di avere davanti un elefante, ma non lo posso sicuramente "credere" perché, per l'appunto, davanti a me ho un computer. Ciò significa che non siamo liberi di scegliere le nostre percezioni.

Nicla Vassallo

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