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Umberto Curi: il mito di Narciso

Umberto Curi, professore di storia della filosofia moderna e contemporanea all`Università di Padova, racconta la favola sentimentale di Narciso ed Eco, così come è tramandata da Ovidio nel Libro III delle Metamorfosi.
Eco, condannata da Era a non potersi servire della voce se non per ripetere le ultime sillabe dei discorsi altrui, si innamora di Narciso che, dopo averla respinta, si innamora a sua volta della propria immagine riflessa in una fonte e, non potendo arrivare a possederla, si lascia morire. La favola descrive, attraverso un giuoco di corrispondenze tra molteplici forme di specularità di immagini visive e di immagini acustiche, il carattere essenzialmente intransitivo dell`amore e il dramma dell`impossibilità di comunicare. L`aspetto filosoficamente più rilevante del mito è, per Curi, l`impossibilità dell`incontro dell`identità pura (Narciso) con la pura alterità (Eco).

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