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Simone Regazzoni: l`etica dell`eroismo

Il filosofo Simone Regazzoni ci parla del suo saggio: Sfortunato il paese che non ha eroi. Etica dell'eroismo, uscito per la casa editrice Ponte alle Grazie. Ma cosa significa essere eroi, oggi? Partendo da ciò che dice Lacan in “L'unica cosa di cui si può essere colpevoli è di avere ceduto sul proprio desiderio” Regazzoni raffigura un eroe senza causa universale, senza orizzonte di bene comune, il cui eroismo sta nel credere nella propria vocazione senza cedere, nel perseguire la propria convinzione assolutamente singolare.
L'eroe di Regazzoni è solitario e nichilista. Per l'autore, infatti, campo etico e campo politico vanno assolutamente separati. Il campo etico, che attiene all'individuo, è un campo di esercizi dell'esistenza per diventare ciò che si è senza porsi la questione del bene comune (Nietzsche); il campo politico, invece, è un campo di conflitto tra varie concezioni del bene e questo conflitto deve in qualche modo allo stesso tempo sia alimentare sia contenere la deflagrazione.

 

Regazzoni fa dialogare filosofi e cultura di massa, come Lacan, Zizek, Dott. House e Eastwood, per dimostrare che ciascuno ha dentro di sé la via tracciata per essere un eroe. Nel concreto infatti non si tratta di grandi figure che incarnano le speranze di una comunità con tratti salvifici, ma c'è un'etica tracciata come esercizio e ciascuno nel suo campo, grande o piccolo, se va fino in fondo è un eroe.

 

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