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Searle: la realtà è una

Il filosofo John Searle - in questa intervista realizzata al FestivalFilosofia di Modena, Carpi e Sassuolo - fa attestazione di fede nei confronti della realtà, se per realtà si intende qualcosa di indipendente dalle rappresentazioni umane. Contro il vecchio scetticismo che, ancora nel XVII secolo, sollevava dubbi sulla realtà, Searle contrappone le odierne conquiste scientifiche e tecnologiche: la conquista della Luna da parte dell'uomo, ad esempio, ha di fatto provato l'esistenza di una realtà fuori di noi.

Contro il dualismo tra realtà fisica e realtà mentale Searle contrappone poi la sua visione della realtà come una, della quale la mente fa parte. Non accetta quindi - non può accettare - neppure la posizione secondo la quale non possiamo percepire il mondo reale, ma solo ciò che accade nella nostra mente. Per Searle viviamo, appunto, in un solo mondo, anche se in questo mondo possiamo incontrare una particolare forma di realtà che esiste solo per il fatto che noi pensiamo che esista. Non è solo un'opinione, infatti, che una banconota da 20 euro sia effettivamente una banconota da venti euro: è un fatto reale. Ma è pur vero che una banconota da 20 euro è un'auto-creazione della mente umana: si viene quindi a creare il paradosso di una realtà oggettiva che esiste solo grazie a decisioni soggettive.

Riguardo l'attuale crisi economica, poi, Searle ha da dire la sua. Da quando l'economia è diventato un fatto formale e matematico, gli economisti sembrano aver dimenticato che essa non ha veramente a che fare con la realtà, ma dipende molto di più dall'immaginazione. Numerosi concetti economici sono il frutto di una creazione umana e non di fatti oggettivi, e l'attuale crisi ne ha messo a nudo l'intrinseca fragilità.

 

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