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Roncaglia: memoria e supporti digitali.

La memoria consiste nel lasciar tracce: quella personale si crea a livello cerebrale, mentre quella sociale è data dalla scrittura, dai documenti e dagli oggetti più vari, trasmissibili di generazione in generazione. In che modo conservare tali tracce?

Nell'intervista Gino Roncaglia spiega come la scrittura, nel corso dei secoli, sia passata da supporti più durevoli (la pietra) a supporti meno durevoli (la pergamena o la carta).

Ciò potrebbe costituire un problema in vista della conservazione della memoria. Ma bisogna capire che, oltre alla durevolezza del supporto, la trasmissione di un'informazione dipende anche dalla sua ridondanza, ossia alla possibilità di avere la stessa replicata su più fonti.

Questo è accaduto già con l'invenzione dei caratteri a stampa da parte di Gutenberg, e ancora di più è possibile in ambiente informatico. Apparentemente i supporti informatici hanno una vita inferiore a quella, ad esempio, del libro. I dati digitalizzati, però, possono facilmente essere replicati da un supporto all'altro, rendendo molto alta la ridondanza.

Gino Roncaglia sottolinea anche i problemi di manutenzione e di compatibilità da supporto a supporto, che la trasmissione e la conservazione del contenuto in ambiente informatico possono comportare.

 

Gino Roncaglia: http://www.merzweb.com/ 

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