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Roberto Casati: la riconoscibilità dell`opera d`arte

Roberto Casati, Directeur de recherche presso il Centre National de la Recherche Scientifique e Directeur d’études presso l’Institut Nicod di Parigi, studioso dei processi cognitivi, intervistato al Festival della Filosofia di Modena 2017  “Le forme del creare”, ci parla del tema della sua lezione magistrale Oggetti d'arte.Il riconoscimento delle opere”

La ricerca di Casati è partita da alcuni studi sulla percezione visiva e del modo in cui la percezione visiva utilizza alcuni indici della scena visiva, come la prospettiva o le ombre, cercando di decodificare gli algoritmi che utilizza il cervello per restituirci, attraverso questi indici, quello che noi vediamo. In tale ricerca gran parte del lavoro riguarda gli oggetti artistici, l’osservazione e la comprensione dell’attività artistica e delle scorciatoie usate dagli artisti per rendere un’illusione di realtà, per comprendere le regole del sistema visivo.
Le scienze cognitive vogliono oggi comprendere il fenomeno artistico, un fenomeno specificamente umano, capire che cos’è un’opera d’arte e qual è la sua natura, e se è possibile definire la natura dei fenomeni e degli artefatti artistici attraverso le pratiche e le procedure che implicano e determinano gli oggetti d’arte.
La speranza degli scienziati cognitivi è oggi quella di poter arrivare attraverso una sorta di “art detector” ad una comprensione quasi algoritmica di che cosa è arte e di che cosa non lo è. La difficoltà principale è chiaramente quella di individuare dei criteri oggettivi per definire il fenomeno artistico, che si associa alla difficoltà di reperire regole per il riconoscimento dell’oggetto d’arte.

 

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