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Roberta De Monticelli: il valore universale della convivenza

Roberta De Monticelli professore ordinario di Filosofia della persona all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, intervistata al Festival della Filosofia di Modena del 2016, affronta il tema della convivenza

La De Monticelli parte dal’analisi di ciò che impedisce la convivenza, la discordia, parola che suggerisce una sorta di scissione interna a un cuore, un’esperienza della alterità in se stessi e che per questo dovrebbe renderci familiare il tentativo di mediazione con l’altro con il quale siamo discordi.

La discordia nella storia del pensiero è stata sempre letta come scontro di idee e di visioni del mondo o anche di modi di sentire, ma andrebbe invece letta in primo luogo come un atteggiamento del sentire, come una forma di percezione.
Dovunque c’è un dato percettivo ci sono punti di vista diversi, ma c’è anche la possibilità  di mostrare all’altro quello che si vede dal proprio punto di vista ed è questa la base del cosiddetto dialogo, che altrimenti  diventa una parola vuota e retorica.

Esistono valori universali riconoscibili  all’interno di qualunque cultura e l’universalismo è  alla base dei grandi  documenti normativi del XX secolo, come la Dichiarazione universale  dei diritti dell’uomo, molto spesso purtroppo disapplicata, violata, ma raramente messa in discussione nei suoi principi. La cognizione del valore è fondamentalmente la cognizione del dolore: l’universalismo normativo delle grandi dichiarazioni dei diritti nasce dall’esperienza tragica della Seconda guerra mondiale.   


 

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