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Platone: il principio del bene

Christoph Jermann, in un'intervista dell'Enciclopedia Multimediale delle Scienze filosofiche del 1992, quando era docente alla New School for Social Research di New York, analizza l’idea del bene in Platone (Atene, 427-347 a.C.).

Nel VII libro della Repubblica, che contiene il celebre mito della caverna, il filosofo ateniese stabilisce un’analogia tra il sole e l’idea del bene: come il sole sta a fondamento della visione degli enti sensibili, così il bene sta a fondamento della visione intellettuale della realtà, a cui conferisce la determinatezza dell’essenza e l’intelligibilità.

Il bene, inteso come principio ordinatore delle idee, esprime in Platone anche la necessità di una fondazione filosofica delle questioni politiche.

L’attualità del pensiero platonico, secondo Jermann, è ravvisabile proprio in tale affermazione del bisogno di una legittimazione teoretica delle istanze politiche; una fondazione che trascenda le singole ragioni storiche, etniche e sociali e garantisca l’inviolabilità di principi fondamentali come i diritti umani.

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