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Pecere: vecchio e nuovo nel Nuovo Realismo

In cosa consiste il Nuovo Realismo? Paolo Pecere lo descrive come quel movimento eterogeneo che mira a una definizione rigorosa della realtà, intesa come qualcosa che esiste indipendentemente dal fatto che noi la pensiamo. All'interno di questa base di partenza - comune ai pensatori che ne fanno parte - nel Nuovo Realismo si distinguono poi posizioni differenti che implicano diversi modi di intendere la realtà.

Pecere cita uno degli esponenti più importanti del Nuovo Realismo italiano - Mario De Caro - sottolineando come, in qualche maniera, tutti i filosofi siano "realisti", perché tutti considerano "reale" e non apparente un campo di esperienza piuttosto che un altro.
In cosa si distingue, allora, il Nuovo Realismo rispetto alla tradizione filosofica precedente? Sicuramente nel metodo con cui l'esperienza viene ancorata alle discipline scientifiche che la elaborano. Per il Nuovo Realismo il nodo cruciale sta, appunto, nella contrapposizione tra un realismo del senso comune e un realismo scientifico, dove le percezioni del primo possono essere contraddette o fortemente modificate dalle scoperte del secondo. Pecere porta diversi esempi atti a chiarire ed esplicare tale rapporto.

Quanto è nuova e quanto è vecchia la posizione del Nuovo Realismo? Pecere segue un percorso di ricostruzione storica per mostrare come, in realtà, in filosofia sia difficile stabilire una soglia tra ciò che è nuovo e ciò che è vecchio, perché difficilmente le tesi tramontano una volta per tutte, ma piuttosto vengono chiarite e modificate nel tempo. In tal senso il Nuovo Realismo si incardina nella tradizione del pensiero occidentale, apportando però la sua visione originale della realtà, che Pecere descrive.

A cosa si contrappone, poi, il Nuovo Realismo? Sicuramente al cosiddetto "Postmodernismo", secondo il quale non esiste la "Realtà" - al singolare - ma esistono soltanto i processi di elaborazione e interpretazione allestiti dai discorsi umani, ad esempio dai discorsi specialistici delle discipline scientifiche. Secondo Pecere, però, bisognerebbe rivedere fino a che punto pensatori come Kuhn o Foucault - due tra gli esponenti più in vista di tale posizione - l'abbiano realmente pensata in questi termini. Delinea, comunque, i modi in cui il Nuovo Realismo intende come inaccettabile un siffatto modo di vedere la realtà.
Infine Pecere parla delle ricadute politiche che in Italia sono state associate al Nuovo Realismo, dando così una visione globale ed articolata di questa corrente di pensiero.

Paolo Pecere su minima&moralia

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