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Onofri: isole maggiori

In che modo il desiderio si mischia alla nostalgia? In che modo, ancor meglio, il desiderio "scaturisce" da una qualche forma di nostalgia? Federico Piras conversa con Massimo Onofri - docente di Letteratura italiana contemporanea all'Università di Sassari - sul suo ultimo libro Passaggio in Sicilia, Giunti, edito da Giunti. L'incontro, dal titolo "Isole maggiori", si è svolto il 9 settembre a Castelsardo, all'interno del festival "Un'isola nella rete", il cui tema dell'edizione 2016 è stato il desiderio.

http://unisolainrete.it/

 

Dalla quarta di copertina del libro:
Dopo "Passaggio in Sardegna" il viaggio di Massimo Onofri continua in Sicilia: l'isola da sempre amata ma poi perduta nella nostalgia. E Onofri parte da lì, da dove lo avevamo lasciato, cioè dal centro della Sardegna, con lo stesso spirito di quelle camicie rosse che s'imbarcarono, 150 anni fa, da Quarto per Marsala. Un viaggio verso quella terra-continente, bellissima e feroce, mitica e dolorosamente contemporanea, che i più grandi siciliani dell'ultimo scorcio del secolo scorso hanno patito come irredimibile. Ma i siciliani possono ancora salvarsi? Onofri vuole verificare, una volta di più, le ragioni d'una sconfitta che è metafisica, prima che storica e antropologica, affidandosi magari a una nuova speranza. Un viaggio fuori dei percorsi obbligati dall'esotismo di massa, alla ricerca di sé, del sé. Ecco, allora, Palermo sontuosamente inesistente, con la sua corda pazza, il suo vitalissimo senso di morte; Catania felicissima e mondana, col suo erotismo di natura e quotidiano; Enna, elegantissima, alta e sola; Comiso viva e cordiale; Siracusa dolcissima e utopica; Marsala in versi e prosa; Caltanissetta operosa e civile; Agrigento con e senza Pirandello; Messina che, alla fine di tutto, non c'è. E poi: i silenzi di Sciascia, gli ignoti marinai di Consolo, le euforie di Bufalino, le passioni di Guttuso e Buttitta, i sogni dipinti di Giuseppe Modica, e molto altro ancora.

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