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Nicoletta Cusano. Essenza e fondamento dell`amore

In questa intervista, realizzata in occasione del Congresso Internazionale in onore di Emanuele Severino: "All'alba dell'infinito. I primi 60 anni de La struttura originaria" (Brescia, 2 e 3 marzo 2018), Nicoletta Cusano, docente di ruolo di filosofia e ricercatrice presso l’Università di Wuppertal, racconta il suo libro “Essenza e fondamento dell'amore”.

 

 

Le grandi riflessioni filosofiche riconducono l’origine della follia d’amore al desiderio di «possedere il bene per sempre» (Platone), alla struttura logico-dialettica del Reale che «di due vuol sempre far uno» (Hegel), all’essere gettati «in un bagno di linguaggio» (Lacan), all’«istinto sessuale» (Schopenhauer), all’«ultimo» dei «cari inganni» «di nostra vita» (Leopardi), all’infinità creatrice dell’atto pensante (Gentile). L’analisi di questo scritto mostra invece che la dinamica amorosa è una particolare individuazione della struttura contraddicentesi del desiderio, e che tale struttura può essere compresa solo se ricondotta al suo fondamento ultimo: la separazione dell’esser sé dell’essente dalla negazione della sua negazione. Capire questa separazione significa capire perché nel desiderio d’amore – che si configura come desiderio di desiderio – il contraddirsi strutturale del desiderio assuma una fisionomia complessa, caratterizzata innanzitutto da una forza trascinante «irresistibile», per cui l’amato è sempre, per quanto inconsapevolmente, vissuto come originariamente contraccambiante: l’amante crede di desiderare, di essere nel possibile, mentre vive la possibilità del desiderio come certezza. Ciò è possibile perché la «certezza» che caratterizza l’allucinazione del desiderio amoroso non nega il proprio negativo, ma se lo lascia accanto come non negato: in questo modo ogni certezza è dubitabile e ogni dubbio può essere trasformato in certezza.
 

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