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Nicoletta Cusano. Emanuele Severino e la testimonianza del destino

In questa intervista, realizzata in occasione del Congresso Internazionale in onore di Emanuele Severino: "All'alba dell'infinito. I primi 60 anni de La struttura originaria" (Brescia il 2 e 3 marzo 2018), Nicoletta Cusano, docente di ruolo di filosofia e ricercatrice presso l’Università di Wuppertal, ricorda che Severino definisce il suo linguaggio la testimonianza del destino, richiamando l’attenzione su un termine che non va inteso in senso fatalistico ma etimologico. Destino indica lo stare potenziato dell’essere sé dell’essente, quindi la testimonianza del destino significa la testimonianza dell’apparire dell’essere sé dell’essente, che è destino in quanto è assolutamente innegabile. L’assoluta innegabilità consiste nella immediata auto-negatività della propria negazione e quindi nell’affermazione che ogni essente come tale è eterno e cioè che destino significa l’eternità dell’essente come tale. Si può intendere la riflessione di Severino parafrasando un pensiero di Eraclito: “Non ascoltando me ma il logo è saggio convenire che tutto è uno”. Allo stesso modo si può dire che non ascoltando Severino, ma il destino dell’essere è necessario affermare che tutto è eterno.

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