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Moni Ovadia: la convivenza come propensione universale dei popoli

Moni Ovadia attore, regista e musicista bulgaro, intervistato al Festival Materadio, la festa di Radio3 del 2016 “Utopie e Distopie", parla del tema della convivenza.

Il suo discorso inizia ricordando che nella città di Plovdiv in Bulgaria, dove Ovadia è nato, c’è un quartiere in cui convivono genti diverse di tre religioni Islam, Cristianesimo e Ebraismo e in 400 anni non si è mai registrato un conflitto violento. Questo si spiega con il fatto che la convivenza è naturale per i popoli, mentre i conflitti sorgono sempre per ragioni di potere, che usa la separazione fra i popoli per ottenere i suoi scopi. 

L’universale umano produce le differenze e gli uomini ritrovano la loro specificità nell’universalità: è questo meraviglioso equilibrio di particolarismo e universalismo, che dovrebbe essere la cultura della nostra umanità

Oggi è molto forte la preoccupazione per l’Islam, ma c’è tutta una scuola di pensiero che contraddice la tesi dell’Islam come religione violenta, per esempio la più grande mistica di pace di tutte le religioni monoteiste è il Sufismo, che è comparso all’interno dell’Islam. E lo stesso si può dire per l’immigrazione, che nel passato negli Stati Uniti ha visto molti italiani e molti ebrei arrivati in condizioni disperate diventare artisti, scienziati e politici eccellenti.

In conclusione, secondo Ovadia, dove le dinamiche di integrazione sociale funzionano vediamo sparire le differenze e l’America lo dimostra bene, dato che è una terra che ha avuto etnie di ogni tipo e oggi sono diventati tutti cittadini americani.

 

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