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Mirko Grmek: la morte.

Nel filmato, tratto dall’Enciclopedia multimediale delle scienze filosofiche, Mirko Grmek (Krapina, 1924 – Parigi, 2000), direttore di studi in Histoire de la medecine et des sciences biologiques all`École Pratique des Hautes Études di Parigi, in un’intervista del 1989, spiega il concetto di morte sia da un punto di vista giuridico che medico, in relazione al problema della donazione di organi.
L’accertamento di morte, oggi legalmente associato alla dichiarazione di uno o più medici, si è modificato col passare del tempo. I criteri più antichi erano l’assenza di respiro, seguito, con l’avvento dello stetoscopio, dalla mancanza del battito cardiaco, ed oggi dalla cessazione di attività elettrica del cervello. Si può parlare di vita vegetativa e di morte cerebrale. Una condizione di coma depassé, con elettroencefalogramma piatto è una semplice diagnosi di morte, una predizione di morte futura, d’impossibilità di ritorno ad un’attività cosciente, che se fatta precocemente, consente la donazione di organi.

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