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Massimo Donà. Severino e il suono metafisico

 

Massimo Donà racconta il giovane Severino: a 18 anni componeva musica e suonava il pianoforte. Scrisse anche un libro, "La coscienza", dove rifletteva sulla parola musicale e su quanto questa fosse più alta e più potente della parola filosofica. L'ultimo Severino, quello che nasce proprio con "La struttura originaria", è un filosofo che torna alle origini, sviluppando un sistema che Massimo Donà definisce, in qualche modo, musicale. Perché? Ce lo spiega in questa intervista, realizzata in occasione del Congresso Internazionale in onore di Emanuele Severino: "All'alba dell'infinito. I primi 60 anni de La struttura originaria" che si è svolto a Brescia il 2 e 3 il 3 marzo 2018.

 

Massimo Donà, filosofo e musicista. Dopo essersi laureato a Venezia con Emanuele Severino, inizia a pubblicare saggi per riviste, partecipando, lungo il corso degli anni ottanta, a convegni e seminari in varie città italiane. A partire dalla fine degli anni ottanta, collabora con Massimo Cacciari presso la cattedra di Estetica dello IUAV (Venezia) e coordina i seminari dell'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Venezia. Inizia anche una collaborazione con la rivista di architettura Anfione-Zeto. Fonda, con Massimo Cacciari e Romano Gasparotti, la rivista Paradosso. Negli anni novanta insegna Estetica presso l'Accademia di Belle Arti di Venezia. Attualmente insegna Metafisica e Ontologia dell'arte presso la Facoltà di Filosofia dell'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. È inoltre curatore, sempre con Romano Gasparotti e Massimo Cacciari, dell'opera postuma del filosofo Andrea Emo. Dirige per la casa editrice AlboVersorio le collane "Libri da Ascoltare" e "Anime in dettaglio" ed è membro del comitato scientifico del festival La Festa della Filosofia. Collabora con il settimanale "L'Espresso". 

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