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Massarenti: l`amore secondo Cavell

Quanto filosofia permea la vita quotidiana? Armando Massarenti cita un libro del filosofo statunitense Stanley Cavell, La riscoperta dell'ordinario (Carocci 2001), un testo che è essenzialmente una rilettura di Wittgenstein ma prende anche diversi spunti dall'ambito della letteratura.

Accanto a questo, Massarenti illustra un altro libro di Cavell, Alla ricerca della felicità (Einaudi 1999), dove il filosofo analizza le commedie sofisticate americane degli anni Trenta. Qual è la loro peculiarità? Rispetto alle storie tradizionali - dove l'amore mirava a raggiungere un apice - queste commedie mettono in scena delle vicende dove un amore precedente è già compiuto e finito e all'orizzonte se ne profila un altro, tanto che Cavell parla di commedie del "ri-matrimonio". Il discorso filosofico che traspare da queste storie riguardano il raggiungimento della felicità e del benessere, cui mirano le donne protagoniste alla ricerca di un nuovo partner.

Cavell, però, ha analizzato anche un altro tipo di amore tramite la sua rilettura dei testi scespiriani. Qui è arrivato al cuore della sua filosofia - di base wittgensteiniana - tramite l'analisi del rapporto tra credenza e scetticismo. Otello, in particolare, oscilla continuamente tra il desiderio di credere nell'innamoramento perfetto tra lui e Desdemona, e il dubbio che tutto questo non sia vero.

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