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Lagioia: il linguaggio e la scrittura.

Quali sono le caratteristiche peculiari del linguaggio letterario? Lo scrittore Nicola Lagioia sottolinea come il linguaggio letterario debba essere sempre in antitesi con il linguaggio del potere: mentre il secondo punta alla persuasione tramite slogan, il primo mira a una qualche verità attraverso dubbi, quesiti, ambiguità. Naturalmente per restituirci una realtà la letteratura deve operare una torsione linguistica su di essa, deve modificarla con i suoi propri strumenti per renderla letterariamente efficace.

Questo implica una ricerca linguistica nel momento in cui si scrive, ad esempio, un romanzo. Lagioia ci parla della sua esperienza in proposito, e fa notare come la ricerca linguistica sia molto importante per la letteratura italiana. Cosa ne sarebbe stato della lingua (e della letteratura) italiane se invece di imboccare la strada segnata dal Petrarca si fosse seguita quella di Boccaccio? La lingua letteraria di Boccaccio era più materica e duttile, meno adatta agli strumenti del potere, ed è stata ripresa nei secoli - fino ai giorni nostri - da alcuni autori. Lo stesso Lagioia si vuole rifare a questa tradizione minoritaria con i suoi libri.

E quale potrebbe essere la lingua letteraria del XXI secolo? Quale l'autore capace di raccontare la complessità contemporanea? Lagioia identifica nel cileno Roberto Bolaño una delle voci che hanno superato il dibattito attuale tra Postmodernismo e Nuovo realismo per indicare una strada inusitata. Bolaño è stato capace di rifarsi al Modernismo, di creare una nuova complessità e, in tutto questo, di restituire umanità ai propri personaggi.

 

Lagioia si sofferma anche a indagare i legami e gli interscambi tra lingua comune e lingua letteraria. I mondi che alcuni autori della letteratura sono stati in grado di creare possono entrare prepotentemente nel sentire comune. La Madame Bovary di Flaubert, ad esempio, fece scoprire all'Europa un nuovo tipo di donna, una donna di cui il Vecchio continente era pieno ma che nessuno aveva mai descritto prima. Questo spostamento di immaginario, naturalmente, non implica che le persone di mettano a parlare come Flaubert, ma è capace di accendere un nuovo sguardo sulle cose e di reinventare il mondo .

Che dire poi della poesia? ll linguaggio poetico rappresenta indubbiamente il livello più alto di ricerca linguistica. Mentre il romanzo "assedia" quella verità che vuole stanare, nella poesia la verità sgorga senza sforzo. La lingua dei poeti è una lingua quasi divina.

Nicola Lagioia

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