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La nascita della filosofia: l`archè o il principio

I filosofi Vittorio Hösle (Milano, 1960) e Manfred Riedel (Elsteraue, 1936 - Erlangen, 2009) raccontano le origini della filosofia, ricostruendo il processo attraverso il quale questa disciplina si è sviluppata autonomamente, differenziandosi, in quanto ricerca dell'archè o principio, rispetto alle forme più arcaiche di conoscenza.

Manfred Riedel avanza la tesi che il termine archè fosse originariamente volto a designare ciò che sta più al fondo, non ciò che viene prima di tutto. Questa scelta interpretativa spiegherebbe ciò che Aristotele (Stagira, 384 a.C. - 322 a.C.), nel De coelo (294a 28), chiama "il più antico logos" della filosofia greca, ossia la proposizione di Talete (Mileto, 624 a.C. ca. - 548 a.C.): “La terra sta sopra l`acqua”. L`acqua, infatti, per Talete, come l`Okeanos del mito, sta nel profondo, a fondamento della terra stessa.

Di Talete non ci è pervenuto alcun frammento. Tuttavia – come spiega Hösle –, nonostante sia improbabile che abbia mai usato la parola archè, Talete è ragionevolmente colui che per primo pose in essere un tentativo di riduzione del molteplice ad uno. Tale ipotesi, tramandataci da Aristotele e dalla dossografia successiva, è corroborata dal fatto che il suo allievo Anassimandro (Mileto, 611 a.C. ca. - 547/6 a.C.) difficilmente sarebbe pervenuto ad un principio così astratto come l’apeiron se non ci fosse stata una riflessione precedente sul principio unitario della realtà.
Gli interventi dei due filosofi sono intervallati dalla lettura di frammenti di Anassimandro e di Eraclito (Efeso, 550 a.C. ca. - 490 a.C. ca.).

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