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Giuliana Bruno: la profondità della superficie

Giuliana Bruno ci parla del suo ultimo libro, appena tradotto in italiano con il titolo Superfici (Johan & Levi, 2016).
Come è ancora possibile parlare di "materialità" nella nostra epoca visuale (cosiddetta virtuale)? Secondo Bruno la materialità non è più qualcosa di sostanziale dato una volta per tutte, ma piuttosto scaturisce dalla relazione tra le diverse superfici che popolano la nostra contemporaneità. Dalla pelle e dai vestiti fino ad arrivare allo schermo cinematografico, alle tele dei quadri e infine ai monitor che dominano il vivere quotidiano, la superficie non può più essere tanto intesa come mera bidimensionalità, quanto invece come qualcosa di "poroso" che mette in comunicazione, dotata di ben altre dimensioni (tra le quali, non da ultima, la memoria).
Attraverso gli esempi di artisti del calibro di Robert Irwin, James Turrell, Wong Kar-wai’s o Rachel Whiteread (tra i molti altri) Bruno sembra suggerire che la superficie potrebbe essere l'ultimo e più avanzato strumento concettuale per comprendere il mondo contemporaneo, quel luogo dove confluiscono mediazione, memoria e trasformazione.  

 

http://bombmagazine.org/article/10056/giuliana-bruno

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