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Franco Cardini: migrazioni

Il fenomeno della migrazione, nell'analisi che fa per noi lo storico Franco Cardini, intervistato ad Ancona in occasione della prima edizione del “KUM! Festival - Curare, Educare, Governare”, deve essere visto nei suoi molteplici aspetti. Innanzitutto va considerato l'aspetto quantitativo: secondo i dati più recenti, interessa circa 250 milioni di esseri umani, il 3% della popolazione globale. Da un punto di vista più strettamente storico, la migrazione è un fenomeno costante, collegato a fattori ciclici (il clima) o lavorativi (la transumanza) o, ancora, a guerre, epidemie. Cardini cita anche un terzo elemento, contraddistinto dalla stridente contraddizione tra le regole che noi occidentali ci imponiamo e cerchiamo di esportare nel resto del mondo (uguaglianza, difesa dei diritti fondamentali) che però nella realtà non si ralizzano: gli uomini non nascono uguali, è la politica che dovrebbe svolgere il compito - e non c'è ancora riuscita - di riequilibrare le disomogeneità.

E ancora: "le migrazioni che ci spaventano - dice Cardini - sono quelle che crediamo di non saper governare o comunque di non aver determinato, come quelle dal continente africano. In realtà, come società occidentale avanzata, a livello di governi, siamo tra i primi responsabili". Tra le cause che favoriscono, infatti, lo spostamento delle popolazioni dal Sud al Nord del mondo cè lo sfruttamento indiscriminato del territorio o i rapporti tra governi egemoni e governi locali su cui non interveniamo.

"Il nostro atteggiamento rispetto ad un fenomeno ingovernabile - conclude Cardini - è peggiore della xenofobia perché si chiama ricerca del capro espiatorio". Oggi è il fondamentalismo islamico ad essere considerato la causa di tutti i mali che ci affliggono, in realtà "non c'entra nulla con le migrazioni che sono eventi fisiologici, non patologici".

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