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Franco Cardini: migrazioni. Dalla Cina all`Italia

Lo storico Franco Cardini, intervistato ad Ancona in occasione della prima edizione del “KUM! Festival - Curare, Educare, Governare”, racconta qui la sua esperienza a proposito della migrazione cinese nel nostro paese e in particolare nella città di Prato, dove Cardini ha vissuto, potendola quindi osservare nei suoi aspetti caratteristici. "Ricordo che per molti mesi sono stato l'unico bianco che andava a prendere il caffè in un bar gestito da cinesi". Le caratteristiche di questo popolo sono in realtà particolari rispetto ad altre popolazioni che migrano in Italia: "Lavorano molto e cercano di non dare troppo nell'occhio. Non corteggiano le nostre ragazze e in generale si sentono di appartenere ad una cultura superiore alla nostra. Da questo nasce la loro autosufficienza".

E come arrivano in Italia? "Anche qui in maniera anomala: alla spicciolata, sbarcano dagli aerei, conoscono poco la nostra lingua. Il bricolage vestamentario e altri segnali vengono percepiti come alterità. E allora ci si chiede immediatamente, che diritto hanno loro di essere aiutati?" Non si pensa, perché il colonialismo non si studia nelle nostre scuole, che i valori immateriali che noi gli abbiamo offerto (cultura, progresso, libertà, diritti, democrazia) contengono implicitamente una richiesta di scambio, "ineguale" perché favorevole solo a chi lo gestisce, l'Occidente. Una realtà questa, di cui solo una ristretta élite è cosciente, per tutti glil altri si tratta di un'invasione che desta, nel migliore dei casi, preoccupazione.

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