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Filosofia e miseria a Napoli

Napoli 1984: quattro anni prima un violento terremoto aveva devastato la Campania e la Basilicata. Nel dicembre del 1980 alcune famiglie del centro storico rimaste senza un'abitazione avevano occupato abusivamente il convento dei Girolamini, un gioiello pel patrimonio culturale italiano che ospita da secoli un’importantissima biblioteca, fondata da Giuseppe Valletta, dove studiò il filosofo Giambattista Vico. Quegli spazi erano stati destinati ad ospitare la Scuola di studi superiori dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici diretta da Tullio Gregory. Pertanto la Scuola di studi filosofici a causa dell'occupazione non poteva insediarsi nella struttura.

Renato Parascandolo, del gruppo di ideazione e produzione “Cronaca” della Rai, accompagnato da Gerardo Marotta Presidente dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici e da Antonio Iannello Presidente di Italia Nostra, realizza un'inchiesta televisiva, alternando le interviste ai terremotati (che protestano contro le precarie condizioni igienico sanitarie in cui sono costretti a vivere e reclamano l’assegnazione di alloggi dignitosi) alle interviste allo stesso Marotta, al filosofo Hans-Georg Gadamer, allo storico della filosofia Paul Dibon e alle riprese di seminari e conferenze dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici. Le incursioni di Parascandolo e Iannello in vari uffici comunali e statali mostrano un livello sconfortante di preparazione e di efficienza delle strutture pubbliche preposte alla ricostruzione delle abitazioni danneggiate dal sisma e all’assegnazione di alloggi alla popolazione.

Ma dal filmato emerge soprattutto il forte contrasto tra l’alta cultura napoletana e “un immenso popolo che soffre”, come denuncia Gerardo Marotta, “perché escluso dalla vita civile e strumentalizzato da una borghesia non più illuminata”. “Una città soffocata da una classe dirigente incapace, da una corruttela generale che strumentalizza le calamità naturali”. Le leggi in favore di Napoli e del Mezzogiorno sono diventate leggi dell’assistenzialismo, perché la borghesia napoletana, denuncia sempre Marotta, ha preferito l’assistenzialismo ad una cultura industriale. La vera rivoluzione per Napoli sarebbe quella di far rivivere lo Stato, far rispettare le leggi e ricreare lo spirito pubblico, così come nel resto del Mezzogiorno e in tutta l’Italia.

NAPOLI MISERIA E FILOSOFIA (1984) 

Un’inchiesta del gruppo di ideazione e produzione CRONACA:

Gianni Cini
Piero Dorfles
Milena Giavalisco
Alessandro Macci
Giannantonio Marcon
Renato Parascandolo
Raffaele Siniscalchi
Leandro Testa
 

 

 

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