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Di Grado: bambini di ferro

La talentuosa scrittrice italiana Viola di Grado (vincitrice Premio Campiello Opera Prima con Settanta acrilico trenta lana e più giovane finalista del Premio Strega), presenta il suo ultimo romanzo edito per La nave di Teseo, Bambini di ferro. Un potente romanzo sulla maternità, sui sentimenti più ancestrali, in un vertiginoso oscillare tra la più antica tradizione buddhista e la gelida essenza hi-tech di un futuro già presente. L'evento - dal titolo "Un futuro già presente" - si è svolto il 4 settembre a Castelsardo all'interno del festival "Un'isola in rete", il cui tema dell'edizione 2016 è stato "il desiderio"

http://unisolainrete.it/2016/

 

Dalla quarta di copertina del libro:
Una mattina di ne estate, in un Giappone di un’era imprecisata, la direttrice dell’Istituto Gokuraku, Sada, e la sua assistente, Yuki, prelevano da una vecchia casa una bambina rimasta orfana: la piccola Sumiko. Presto si accorgono che Sumiko non intende parlare, mangiare, interagire con niente e nessuno; i suoi occhi sono persi in un punto indefinito davanti a sé, su qualcosa che sembra nulla.
Anche Yuki, venticinque anni prima, è stata ospite dell’istituto: privata dei genitori, è stata sottoposta a un programma di accudimento materno artificiale il cui fallimento ha generato dei “bambini difettosi”, con nati in istituto sotto la guida e le cure soffocanti di Sada. Yuki dovrebbe essere la tutrice di Sumiko, ma viene risucchiata nella spirale dei suoi silenzi e della sua fissità, trascinata in una “zona pericolosa”, uno spazio interiore frammentato da cui pensava di essere uscita per sempre. Sumiko si rivelerà essere custode dei segreti del passato e dei traumi
di Yuki, ma anche la sua possibilità di salvezza.

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