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Casadei: elogio del muschio

Una delle più antiche forme vegetali esistite sulla Terra, risalente alla notte dei tempi ma spesso detestata ed estirpata dai giardinieri occidentali. E' il muschio. Apprezzato in clima natalizio nei presepi, come sostituto in miniatura di una vegetazione che si immagina ben altrimenti nobile, il muschio è invece centrale nell'arte botanica giapponese. Ce lo descrive con tocchi appassionati ed elegiaci la musicologa francese Véronique Brindeau, che in Elogio del muschio (Casadei, 2013) dà nuova dignità a questa forma di vita umile e timida. Protagonista dei più nobili giardini di Kyoto, il muschio si reinventa come tappeto erboso, come necessario ornamento architettonico, come complemento scultoreo. E come balsamo spirituale.
Un piccolo grande libro, qui descritto dal traduttore ed editore Lorenzo Casadei, il quale ci racconta anche delle difficoltà linguistiche legate alla mancanza di vocaboli adatti a descrivere il muschio in Occidente, in opposizione ai termini poetici che il giapponese gli ha dedicato. Accompagnato da uno splendido corredo fotografico, Elogio del muschio si trasforma così in un elogio delle piccole cose - nascoste, basse, ombrose - e ci sussurra la possibilità di un altro rapporto con la Terra.

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