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Biagio De Giovanni. "La struttura originaria" di Severino e la crisi della civiltà europea

Il filosofo Biagio De Giovanni racconta il confronto con Emanuele Severino, avvenuto a Brescia il 2 marzo del 2018, in occasione del Congresso Internazionale "All'alba dell'eternità. I primi 60 anni de La struttura originaria".
Secondo De Giovanni le potenze della vita non possono essere assorbite dalla tecnica e la molteplicità del divenire, intesa come potenza della storicità, come volontà del fare, rendono la tecnica un’astrazione senza soggetto.

De Giovanni ricorda che nel dialogo di Brescia aveva detto che se Giovanni Gentile fosse vivo direbbe che è Severino il vero nichilista, perché è Severino quello che vede nella storia e nell’opera umana una continua alienazione della verità.
Gentile, che parlava del mondo non come di qualcosa di già dato ma di “qualcosa che si fa nel nostro continuo sentire vivere pensare”, di fronte a questa verità ieratica, che non compare mai come tale, ma che viene collocata da Severino dietro la scena, secondo De Giovanni, avrebbe parlato di nichilismo.
De Giovanni ha cercato nel dialogo di Brescia di storicizzare la Struttura originaria, non nel suo contenuto, ma nel testo uscito nel 1958 dalla scuola di Bontadini, inserendolo in quel contesto nel quale tutti i grandi pensatori del Novecento hanno pensato la crisi della civiltà europea come civiltà eurocentrica. Quando la filosofia avverte che il mondo non è più centrato sull’Europa perde il controllo di se stessa e la Struttura originaria è l’originalissima risposta di Severino a questa crisi della coscienza europea, che aveva come uno dei punti fondamentali proprio il problema della tecnica, problema che ha dominato tutto il Novecento europeo.

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