Seguici    
Accedi

Effettua il LOGIN

Hai dimenticato la password?
REGISTRATI ADESSO!

oppure accedi tramite...

 

Bernard Stiegler: le filosofie della differenza. Derrida, Deleuze e Guattari

Il filosofo francese Bernard Stiegler, intervistato ad Ancona in occasione della prima edizione del “KUM! Festival - Curare, Educare, Governare”, parla delle filosofie della differenza e della necessità di costruire un processo di
rimondializzazione.
“Differire” l’ingovernabile, il tema della lezione magistrale che Stiegler ha tenuto al Festival, è un’idea che nasce dal concetto di “différance”, elaborato da Jacques Derrida. Si tratta di una teoria generale, di una decostruzione della teoria, che si fonda sul concetto della différance. In francese “differenza”, “différence”, si scrive con la e, ma quando Derrida la scrive con la “a” vuole indicare l’azione del differire.

L’uomo in particolare è coinvolto in un processo di différance, ossia di differimento nel tempo, ma anche di differenza intesa come molteplicità. Un concetto caratteristico di quelle in Francia vengono chiamate “filosofie della differenza”. Gilles Deleuze ha scritto un’opera estremamente importante, “Differenza e ripetizione”, in cui afferma che la ripetizione è la nostra legge, dalla quale bisogna essere sempre capaci di estrarre una differenza. Deleuze e Guattari hanno elaborato un approccio psicanalitico basato sulla critica della figura di Edipo e che voleva ri-politicizzare la psicanalisi, facendone una nuova critica dell’economia capitalista.
Oggi viviamo in un’epoca che sembra essere giunta alla fine del processo di mondializzazione per effetto dell’entropia negativa, che si produce necessariamente su scala locale. Per questo bisogna ripensare la rimondializzazione, non come ritorno alla globalizzazione, che ha distrutto il mondo, ma nel senso di restituire la possibilità a mondi differenti di svilupparsi insieme. Marcel Mauss nel 1920 in Francia elaborò una “teoria dell’internazione”, riflettendo sulla possibilità di mettere in relazione luoghi, nazioni diverse all’interno di un nuovo dispositivo globale, che chiamava “internazione”. Oggi occorra elaborare una nuova economia politica, basata sull’entropia negativa, che consenta di articolare il microcosmico e il macrocosmico. È ciò che Guattari chiamava dimensione molecolare e molare.

 

Tags

Condividi questo articolo

Inserisci il codice nel tuo articolo