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Arabi e scienza

A chi dobbiamo il concetto “moderno” di cura medica? Al mondo arabo e a un personaggio in particolare: Avicenna, medico, filosofo, matematico dell’XI secolo. Avicenna: un personaggio simbolo del rapporto tra Arabi e scienza.

“È un peccato - dice il prof. Vagoli - che non si studi la storia della medicina perché si capirebbe che fino ad un certo momento il nostro corpo è fatto di umori, mentre poi ad un certo punto il nostro corpo, con Avicenna, diventa fatto di cose meccaniche e aggiustabili. Quindi il corpo umano diventa curabile”.

In primo piano, un viaggio di sei secoli, dall’Ottavo al Tredicesimo, negli studi del mondo arabo: matematica, astronomia, chimica, medicina, filosofia e molto altro. Un periodo compreso tra la nascita della “Casa della Sapienza”, a Baghdad, e la distruzione della città, nel 1258, per mano delle truppe mongole.

 “Baghdàd - spiega Vanoli - nasce con un progetto politico più che religioso che alludeva all’avvicinarsi al potere e lo svilupparsi  della Casa della Sapienza è parte di questo progetto. Ma abbiamo pochissimi documenti e pochi storici hanno un’idea veramente chiara di che cosa fosse...”

Obiettivo, inoltre, sull’evoluzione della scienza nel mondo arabo, il suo eclettismo, i rapporti con l’eredità greca e il mondo occidentale, i legami tra religione e scienza.

Arabi e scienza
prof. Alessandro Vanoli
di Alessandro Varchetta

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