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Zettel presenta: Maurizio Ferraris - Socrate, Platone, Aristotele e la scuola di Atene

Verso la metà del V e la fine del IV sec. a.C. con le importanti figure di Socrate, Platone ed Aristotele il pensiero greco raggiunge la propria maturità e compiutezza.

Atene conosce il periodo del suo massimo splendore e la filosofia assume la forma di una ricerca strutturata soprattutto grazie alla fondazione di nuove scuole. Socrate, che è certamente uno dei principali protagonisti di questo rinnovamento, dedica una particolare attenzione all’uomo.

Egli considera la filosofia un’attività fondata sullo scambio fra individui, sull’interrogazione e sull’arte di porre domande: questi aspetti influiranno in maniera determinante sul modo di fare filosofia di tutti i successivi filosofi.

Platone, che eredita da Socrate lo stesso interesse per la conoscenza delle essenze delle cose, sposta i termini della riflessione “verso un mondo ideale e sovrasensibile”. Egli considera il mondo una semplice riproduzione, la copia di un modello originale più perfetto che è situato al di fuori di spazio e tempo.

Il compito che la filosofia deve perseguire è allora il superamento della quotidiana apparenza, al fine di pervenire alla verità. Aristotele, sviluppando un’ampia serie di indagini a partire dall’attenta analisi dei fenomeni del mondo tenta di dare una struttura organica alla conoscenza.

Le spiegazioni formulate da Aristotele costituiscono articolate argomentazioni filosofiche, sempre capaci di restituire la complessità dell’oggetto studiato, ma hanno come caratteristica quella di non perdere mai di vista la dimensione naturale, fisica, del fenomeno in questione.

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